Dicono di noi!

San Cassiano non é semplicemente un agriturismo: é una storia che parla di legami, di coraggio e di passione. Il cuoco contadino Andrea mette in tavola la tradizione agricola di famiglia e l’esperienza fatta in giro per l’Europa, la concretezza del lavoro nei campi e la ricerca delle materie prime. Un presidio di resistenza alla omologazione e alla globalizzazione da sostenere per il bene della nostra terra… e del nostro stomaco! Cit. Recensione trip advisor

Cipolla di Alife

La cipolla di Alife prende il nome dal comune omonimo, cuore della fertile pianura alifana, nel Casertano.
La sua coltivazione è antichissima. Secondo una leggenda sarebbe iniziata addirittura nel periodo della dominazione romana: si racconta che i gladiatori fossero soliti strofinarsi il corpo con le cipolle per rassodare i muscoli. Mutati i dominatori (nel Medioevo la pianura alifana è stata invasa dai Longobardi), la cipolla non ha perso la sua importanza: era usata per pagare gli affitti o, spesso, era portata in dono. Considerata un ottimo analgesico contro il mal di testa, era usata per curare i morsi dei serpenti e, addirittura, per contrastare la perdita di capelli. Lo storia di questa cipolla è poi proseguita nei secoli, arrivando fino alla fine del Novecento. Nel 1980, circa 30 grandi coltivatori producevano 60 quintali di cipolle ciascuno, che erano acquistate da venditori in arrivo da Napoli e da Roma per poi essere distribuite sul mercato nazionale. Negli ultimi anni, tempo, però, la tradizione si è quasi persa: oggi, conservano la cipolla di Alife soltanto alcune piccole aziende a conduzione familiare.
La cipolla di Alife ha bulbo poco schiacciato e buccia di colore rosso ramato vivace. Tradizionalmente si semina ad agosto, si trapianta tra gennaio e marzo e si raccoglie a mano tra luglio e agosto per essere confezionata in trecce, le cosiddette ‘nserte. Ha sapore dolce, sapido, mai pungente e si distingue, da sempre, per la sua delicatezza. Durante la Fiera Campionaria Internazionale di Milano del 1930 è stata presentata dall’agricoltore casertano Luigi Sasso e ha ricevuto un diploma di merito “per la sua bontà’’.
La cipolla di Alife si mangia cruda (in insalate), come ingrediente di frittate oppure messa in agrodolce.La cipolla di Alife si raccoglie in agosto ed essiccata si conserva fino alla primavera successiva.

Cipolla di Alife

Fagiolo Rosso del Matese

Il Fagiolo Rosso del Matese è una varietà locale dalla buccia sottilissima e sapore tendenzialmente dolce, delicato, persistente. L’azienda applica metodi di coltivazione e raccolta nel rispetto del prodotto e della terra. Concimato solo se necessario con fertilizzante organico. Diserbato meccanicamente e manualmente. Trattato esclusivamente con rame e piretro, in prefioritura, se é necessario. Dopo novanta giorni dalla semina, nella prima quindicina di luglio, raccolti ed essiccati per una settimana sul solco in pieno campo, vengono poi “scugnati” davanti alle aie delle masserie. Dopo la raccolta vengono messi in sacchi di canapa insieme alla loro cama (baccello polverizzato). I fagioli vengono selezionati con l’apposito Vanegliu (setaccio) e infine confezionati.

Fagiolo cerato di Alife

Il Fagiolo cera di Alife è una varietà locale dalla buccia sottilissima e sapore tendenzialmente dolce, delicato, persistente. L’azienda applica metodi di coltivazione e raccolta nel rispetto del prodotto e della terra. Concimato solo se necessario con fertilizzante organico. Diserbato meccanicamente e manualmente. Trattato esclusivamente con rame e piretro, in prefioritura, se é necessario. Dopo novanta giorni dalla semina, nella prima quindicina di luglio, raccolti ed essiccati per una settimana sul solco in pieno campo, vengono poi “scugnati” davanti alle aie delle masserie. Dopo la raccolta vengono messi in sacchi di canapa insieme alla loro cama (baccello polverizzato). I fagioli vengono selezionati con l’apposito Vanegliu (setaccio) e infine confezionati.